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GIOVANI A TEATRO - Il racconto d'inverno
Categoria: Arte e cultura       Luogo: 30035 Mirano VE, Italia
Inizio: 15/02/2012       Fine: 15/02/2012
Alle ore 20.45 al Teatro di Mirano

IL RACCONTO D'INVERNO

con Ferdinando Bruni (Leonte), Cristina Crippa (Paulina/Mopsa),
diretto da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani

“Ma in inverno è meglio raccontare storie tristi, io ne so una di elfi e di folletti”. Con questa battuta - del giovane principe Mamillio, segnato dal destino - si spiega il senso del titolo del Racconto d’inverno, opera che si colloca tra le ultime composte da Shakespeare.
Siamo di fronte a una tragedia? No, tutt’altro. Seconda la definizione degli studiosi si tratta piuttosto di una tragicommedia o di una commedia romanzesca, di quelle che fanno corona a un indiscusso capolavoro come La tempesta e che rispecchiano un momento di già matura, malinconica riflessione sull’esistenza. E infatti nel trascorrere dei cinque atti si passa dalle atmosfere di grande tensione emotiva della prima parte, attraverso un quarto atto intriso di comicità solare, verso un finale che riconcilia con la vita, carico di lirica dolcezza.

Ambientato in luoghi dal sapore esotico con una trama ricca di colpi di scena, tra viaggi avventurosi, tempeste, ritrovamenti insperati, il testo narra le vicende di Leonte, il re di Sicilia, che, posseduto da una gelosia cieca e distruttiva, annienta tutto ciò che gli è più caro: la moglie Ermione, i figli Mamilio e Perdìta e l’amicizia di una vita con Polissene, re di Boemia.
I registi Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani ne parlano come di un “Otello senza Iago, dove la gelosia è trattata come un fenomeno puro che, né più né meno dell’innamoramento, può essere repentino e immotivato e non ha bisogno di sobillatori”.
Sedici anni dopo, il quarto atto ci introduce in un mondo bucolico, per raccontare l’amore clandestino tra Perdìta (incredibilmente sopravvissuta alla furia del padre) e Florizel, figlio di Polissene. Da qui in poi è un susseguirsi di situazioni comiche ed espedienti drammaturgici che portano dritti verso un finale sorprendente, dove alle classiche agnizioni e riconoscimenti, si aggiunge un’insperata “resurrezione”.
Come in un “Romeo e Giulietta a lieto fine”, qui sono i figli lo strumento di riconciliazione dei padri e i protagonisti di un percorso di trasformazione “che attraversa le generazioni e il ciclo del tempo”.

DALLA RASSEGNA STAMPA:

SHAKESPEARE D'INVERNO A Milano un grande Racconto griffato Bruni-De Capitani
La Stampa, Masolino D'Amico

I registi Ferdinando Bruni e Elio De Capitani hanno dato il dovuto risalto, sempre in benvenuta chiave di leggerezza, sia all'atmosfera cupa dei primi tre atti dominati dal re avvelenato dai sospetti, sia a quella bucolica degli ultimi due, con le feste campestri dove sboccia la grazia di Miranda, non senza trovate molto brillanti, come quella di affidare il racconto del primo «dénouement» finale, invece che a dei gentiluomini a delle maestranze, lacchè e cuochi pettegoli, gustosamente sproloquianti in più dialetti. Giudiziosamente tagliata, la traduzione firmata anch'essa dalla coppia (come la scena bianca, neutra, illuminatissima e animata da pochi elementi, e come i costumi vivaci, con divise di un Ottocento paraborbonico) attualizza i lazzi dei bifolchi e dell'imbroglione Autolico, un applaudito Federico Vanni. Ottima la compagnia, con vari sdoppiamenti e valorizzazione dei personaggi femminili. Elena Russo Arman è una composta, orgogliosa Ermione; Cristina Crippa, una energica Paulina; e la giovane Camilla Semino Favro, prima un convincente piccolo Mamillio, e poi un'incantevole Pèrdita, o come qui dicono, Perdita.

CON SHAKESPEARE A CERCARE L'ANIMA - A Milano con De Capitani e Bruni Racconto d'inverno si fa umano viaggio di redenzione portato in scena come una fiaba
Avvenire, Domenico Rigotti

Dopo Il sogno di una notte di mezza estate che si replica da anni e diventato un cult di Teatridithalia, ecco la premiata ditta Ferdinando Bruni-Elio De Capitani, gli ex ragazzi dell'Elfo, andare all'incontro de Il racconto d'inverno e creare, nel bellissimo Elfo/Puccini, un altro di quei loro spettacoli lontani da scrupoli filologici ma ricchi di umori, cucito insieme a sicuri colpi di teatro.
Da tempo non vedevamo uno spettacolo così piacevole, ricco di immaginazione, perché il tono impresso è quello della fiaba. Una fiaba giocata in una cornice scenografica di candide ed eleganti geometrie che si inserisce mirabilmente nel vasto palcoscenico della Sala Shakespeare. Più che convincente Bruni nel rovello della gelosia di Leonte. Ma anche tutti gli altri concorrono felicemente a dar vita alla gran festa teatrale, con una lode particolare alla giovanissima Camilla Semino Favro, che reca a Perdita una freschezza primaverile.

SHAKESPEARE - Quei classici da maneggiare con molta cura
Il manifesto, Gianfranco Capitta

C’è una consuetudine e un'esperienza nel trattare i classici d'ogni epoca (da Eschilo al Tony Kushner di Angels in America) che consente ormai al Teatro dell'Elfo di poter raccontare qualsiasi testo con maestria, semplicità ed efficacia. Succede ora per lo shakespeariano Racconto d'inverno.
Un testo non troppo rappresentato, ma da cui Ferdinando Bruni e Elio De Capitani spremono e suggono veleni che tristemente conosciamo e frequentiamo anche noi: il disprezzo del femminile, la grandeur maschile che nell'esercizio del potere si fa bieco esercizio di arroganza e sadismo.. Uno spettacolo intelligente e piacevole, da raccomandare a chi voglia conoscere la poesia di Shakespeare.
Sito web: http://www.giovaniateatro.it
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